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Immobili senza mercato se energivori – Ipotesi direttiva UE

Divieto di vendita o affitto del proprio immobile dal 2030 se consumano troppa energia. È questa la notizia rilanciata dai media nella prima decade di dicembre cha ha seminato il panico fra i proprietari di immobili in Italia che superano il 90%.

“La proprietà immobiliare italiana è diffusa e saldamente in mano ai privati. I numeri più recenti che confermano la peculiarità del mercato del mattone nazionale sono presenti nel rapporto Gli immobili in Italia 2019 redatto dall’Agenzia delle Entrate. Su 34.871.821 unità residenziali censite, ben 32.192.053 risultavano possedute da persone fisiche, con una quota pari al 92,3%.” -  Fonte Corriere.it

La bozza presentata per l’approvazione in commissione europea per tagliare le emissioni di CO2 ha messo nel mirino gli immobili.

L’estrema sintesi è che se la casa entro il 2030 non sarà almeno in classe energetica E sarà completamente fuori mercato.

L’emergenza climatica sta ponendo seri interrogativi su tutti i settori così come li abbiamo concepiti fino ad oggi, imponendo a tutti gli stati del pianeta di attuare un piano di transizione ecologica che puntino ad abbandonare la produzione di energia elettrica dai combustibili fossili puntando sulle rinnovabili. Un processo di transizione importante che non può lasciare indifferente il patrimonio immobiliare, basta leggere questi due dati per comprenderlo:

  • Il 40% dell’energia totale in Europa è assorbita dagli immobili
  • Il 36% delle emissioni totali di CO2 sono attribuibili agli immobili

Cosa deve aspettarsi un proprietario nel prossimo futuro?

Diciamo che la notizia è stata divulgata con un po' troppa enfasi e sensazionalismo ed ha un po' distorto il focus dalla reale situazione, contribuendo da un lato a seminare il panico in modo ingiustificato, e dall’altro ponendo comunque delle importanti riflessioni sul valore in prospettiva delle case che abitiamo.

Proviamo a fare un po' di chiarezza: “Fit for 55”
L'obiettivo dell’Unione Europea le emissioni di gas serra puntando a ridurre entro il 2030 il 55% di queste emissioni in rapporto a quanto prodotto nel 1990.

Il piano di Bruxelles prevede di “trasformare” il 15% del patrimonio immobiliare energivoro partendo dalla pubblica amministrazione. Parliamo quindi di edifici pubblici e non residenziali che di fatto non sono sul mercato. Un primo step è fissato al passaggio dalla classe G alla F entro il 2027 e poi dalla F alla E entro il 2030.

Non sono previste sanzioni estreme come erroneamente divulgato dai media italiani:

  • Invendibilità dell’immobile
  • Impossibilità di locazione

Non è previsto nessun divieto di vendita e locazione. Lo ha chiarito in modo incontrovertibile il vicepresidente della Commissione europea, l'olandese Frans Timmermans "Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata e nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata. Il patrimonio culturale è protetto e le case estive possono essere esentate. La nostra proposta non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici che saranno qualificati nella classe G, cioè per quel 15% degli edifici identificati come quelli con la peggiore efficienza energetica nel singolo Paese". 

Tuttavia, è aperta la possibilità per i singoli Governi di emanare provvedimenti specifici in materia.
A titolo di esempio in Francia, è stata approvata una legge che vieta ai proprietari di immobili a scarsa efficienza energetica ad aumentare gli affitti dal 2022 e divieto di affittarle dal 2025. Nessun segnale in tal senso è arrivato dal Governo italiano.

Ricordiamoci sempre che l’obiettivo UE è de carbonizzare il parco immobiliare entro il 2050.

Investire nell’immobile di proprietà

Abbiamo fugato un po' di dubbi e forse eliminato un po' di paure. Tuttavia alcuni quesiti importanti sussistono circa l’opportunità o meno di acquistare oggi immobili energivori oppure sostituire l’attuale immobile con un altro immobile che abbia caratteristiche più affini alle nuove necessità abitative ma sempre in classe energetica inefficiente.

Costruiamo case da oltre 60 anni, avere questa continuità e longevità sul mercato immobiliare non è facile come si può immaginare. Abbiamo attraversato molti momenti critici, come l’ondata terribile del 2008/2013 dovuta alla reazione a catena dei mutui subprime e del fallimento della Banca d’Affari Lehman Brothers. Qual è stata la nostra ricetta “segreta” per essere sempre al fianco dei nostri clienti?

Anticipare i cambiamenti!

Il nostro primo progetto totalmente “green” già proiettato su quanto richiesto dall’Europa per il 2050 noi lo abbiamo creato nel 2016! Il Sole 24 Ore parlava del nostro intervento di riqualificazione urbanistica in Porta Saffi:

“Nell’intervento di Porta Saffi “il sole” la fa da padrone. Infatti, l’intervento consente al proprietario di sfruttare completamente l’energia solare per alimentare la fornitura elettrica. Intervento in classe A che consente il massimo risparmio energetico e sensibile riduzione delle spese mensili di gestione. Non è previsto neanche l’impianto del gas! Un concetto completamente nuovo di abitare e vivere gli spazi.” (leggi articolo)

L’acquisto di una nuova casa deve guardare al futuro, se il 2050 ci sembra un obiettivo molto lontano, in realtà non lo è. Se vogliamo che la scelta della nostra nuova casa sia una scelta che guardi avanti, che tuteli i nostri risparmi e garantisca un futuro sereno anche ai nostri figli non possiamo trascurare la direzione in cui va il mondo. Noi in Costruzioni Dallacasa da anni lavoriamo già in quella direzione per fare in modo che i sacrifici di una famiglia continuino ad essere valore anche nel futuro.

Fonti:

 

 

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