Come funziona un mutuo: quanto puoi ottenere davvero e da cosa dipende

Quanto posso permettermi?
Quanto mi presterà davvero la banca?
E soprattutto: che rata riuscirò a sostenere senza rinunciare alla mia vita quotidiana?

Sono queste le domande che emergono quando l’idea di comprare casa smette di essere un progetto lontano e diventa una possibilità concreta. Capire come funziona un mutuo è il primo passo per trasformare un’intenzione in una scelta consapevole.

Cos’è un mutuo e come funziona

Il mutuo è un finanziamento a medio-lungo termine, generalmente compreso tra i 15 e i 35 anni, concesso da una banca per acquistare, costruire o ristrutturare un immobile. La somma viene restituita tramite rate mensili, composte da una quota capitale e da una quota interessi. A garanzia del prestito, la banca acquisisce la garanzia attraverso l’acquisizione dell’ipoteca sull’immobile

Qual’è la durata massima di un mutuo?

La banca considera l’età massima al momento del completamento del mutuo, tale età è generalmente intorno ai 70-75 anni pertanto se chi accede ad un mutuo ha ad esempio 30 anni potrà avere un mutuo della durata massima ( 30 per la maggior parte delle banche, ma anche 35 o 40 anni per alcune banche). Viceversa se una persona ha già 60 anni potrà accedere ad un mutuo attorno ai 10-15 anni.

Quanto può finanziare la banca

In linea generale, la banca finanzia fino all’80% del valore dell’immobile. Questo significa che l’acquirente deve disporre di una quota di capitale proprio per coprire il restante 20%, oltre alle spese accessorie.

Per esempio, nel caso di un immobile del valore di 200.000 euro, il mutuo massimo concesso sarà di circa 160.000 euro, mentre i restanti 40.000 euro dovranno essere coperti con risparmi personali.

Oltre al valore della casa, la banca valuta attentamente la capacità di rimborso del richiedente. La regola più diffusa prevede che la rata del mutuo non superi il 30–35% del reddito netto mensile.

Questo significa che una persona single con un reddito netto di 1.600 euro al mese potrà sostenere una rata di circa 480–550 euro. In base alla durata del mutuo e al tasso applicato, questo si traduce in un finanziamento indicativo compreso tra 120.000 e 130.000 euro, che consente di orientarsi su immobili dal valore di circa 150.000–160.000 euro.

Quando il reddito è condiviso

Nel caso di una coppia, la situazione cambia sensibilmente. Con un reddito complessivo di 3.000 euro mensili, la rata sostenibile può arrivare a circa 900–1.000 euro. In questo scenario, il mutuo ottenibile può oscillare tra i 200.000 e i 220.000 euro, permettendo di valutare l’acquisto di una casa dal valore complessivo compreso tra 250.000 e 270.000 euro.

Questo è il motivo per cui, nelle compravendite immobiliari, l’accesso al credito risulta spesso più agevole quando il mutuo viene cointestato.

Come possono aiutare i figli i genitori ?

Qualora ci sia la possibilità di acquisire garanzie da parte dei genitori il reddito degli stessi concorrerà ad aumentare tale rapporto in quanto il conteggio del rapporto rata reddito comprenderà anche il reddito dei genitori garanti.

Giovani e prima casa: opportunità e attenzione

Per i giovani e per chi acquista la prima casa, esistono strumenti di supporto come garanzie statali che possono consentire di finanziare anche il 90% o il 100% del valore dell’immobile.

Queste agevolazioni sono riservate a giovani di età inferiore a 36 anni, con ISEE inferiore a 40.000 Euro, per mutui non superiori a 250.000  per l’acquisto di case non di lusso. La banca nel la sostenibilità della rata terrà conto della garanzia statale.

Sul sito https://www.consap.it/fondo-prima-casa è possibile ricercare le banche che aderiscono alla garanzia giovani dello stato.

Alcune banche per i giovani stipulano mutui di durata molto lunga: 35 o 40 anni, contribuendo ad abbassare la rata del mutuo che in tal modo sarà più sostenibile.

I fattori che incidono sull’importo del mutuo

L’importo finale che la banca è disposta a concedere dipende da una combinazione di elementi: reddito, stabilità lavorativa, età del richiedente e presenza di altri finanziamenti in corso. Prestiti personali, rate auto o carte di credito attive riducono la capacità di rimborso e, di conseguenza, l’importo massimo ottenibile.

Tasso fisso o variabile: una scelta di equilibrio

La scelta tra tasso fisso e variabile incide soprattutto sulla tranquillità futura. Il tasso fisso garantisce una rata costante per tutta la durata del mutuo, mentre il tasso variabile può risultare inizialmente più conveniente, ma comporta un maggiore grado di incertezza. È una decisione che va presa valutando non solo il presente, ma anche la propria capacità di assorbire eventuali aumenti nel tempo.

Oltre alla rata mensile, è importante tenere conto delle spese accessorie: istruttoria bancaria, perizia, notaio, imposte e assicurazione sull’immobile. Questi costi non rientrano nel mutuo e devono essere affrontati con risorse proprie.

In conclusione

Il mutuo non è solo una questione di cifre, ma di equilibrio. Non misura quanto puoi comprare oggi, ma quanto serenamente potrai vivere la tua casa domani. Conoscere in anticipo il proprio budget e i meccanismi del finanziamento è il primo passo per affrontare l’acquisto con consapevolezza e senza sorprese.

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